L’Umiltà è una qualità spesso celebrata, soprattutto nel mondo dello sport. Allenatori di alto livello parlano regolarmente ai propri atleti dell’importanza di rimanere umili anche di fronte ai più grandi successi. Atleti di fama mondiale sottolineano questa virtù nelle interviste e non è raro ascoltare storie di imprenditori di successo che raccontano con grande umiltà il raggiungimento di traguardi impensabili.
Questa virtù, tuttavia, non appartiene solo ai personaggi famosi. Anche persone meno note, che vivono lontane dai riflettori e sconosciute alla folla, incarnano questa virtù, vista come la capacità di “far accadere le cose” di ottenere risultati concreti, quasi come una strategia di successo.
Partiamo dalla definizione di Umile.
Umile (vocabolario Treccani) : “… 3. a. Che non si esalta del proprio valore e dei propri meriti, e si mostra invece sempre consapevole dei propri limiti…”
Nella lunga definizione del vocabolario, trovo di fondamentale importanza questa frase. In cui la persona umile è quella che nonostante i propri successi e propri meriti, rimane e si mostra sempre consapevole dei propri limiti. Qui si presenta un tema cruciale: i limiti.
Come Coach, ammetto che la parola limite non mi entusiasma, ma è importante comprenderne il significato e soprattutto l’impatto.
E’ possibile interpretare la definizione di Umile in due modi.
In primis, pertanto possiamo dar maggior risalto all’accezione negativa nella definizione. Ossia lasciar intendere che i limiti vengano percepiti come barriere invalicabili, insuperabili, tanto da farci sentire appunto limitati. In questo scenario lasciamo il potere ai nostri blocchi, permettendogli di rimanere immutabili e impossibili da spostare un po’ più in là.
Oppure, in secondo caso, possiamo prendere esempio da ciò che ci mostrano i grandi campioni. Nonostante conoscano sé stessi e le loro capacità, non perdono tempo ad esaltare i loro meriti, o i risultati raggiunti, ma mettono l’attenzione su ciò che possono migliorare. Perché sanno che è grazie all’impegno e al duro lavoro di tutti i giorni in campo, in ufficio, o in famiglia, che raggiungono ciò che è per loro importante. E notate come non si parli di limiti, se non unicamente percepiti come semplice metro di misurazione nel percorso di raggiungimento dei loro obiettivi.
I grandi campioni, se ci fate caso, non sprecano tempo a auto-elogiarsi per quanto sono bravi. Stanno costantemente concentrati sul processo e sul risultato. Sono spesso assetati di sapere, di curiosità e non perdono occasione per potenziarsi e crescere, perché sanno che se vogliono continuare a ottenere risultati, la via non è quella dell’auto celebrazione. Sono consapevoli delle loro capacità, ma non mettono i limiti al primo posto. Al contrario, sono consapevoli di averne, ma è proprio grazie a questa consapevolezza che si danno da fare, perché solo grazie all’impegno costante che quei limiti si possono superare.
Abbiamo tanti esempi di Campioni eccelsi che incarnano l’Umiltà.
Uno di questi è rappresentato da Paolo Maldini, leggenda del calcio italiano. Nonostante una carriera sportiva straordinaria e tantissimi trofei conquistati, si è spesso auto definito “il capitano più perdente della storia” per via delle finali perse. E questo suo approccio verso ciò che non ha vinto, verso ciò che manca, mette in luce questa sua umiltà. È appunto questa sua virtù ad avergli permesso di trasformare i limiti in possibilità, capendo che i limiti che aveva, erano semplicemente degli ostacoli mascherati da opportunità di crescita, come atleta e soprattutto come persona.
Un altro esempio è Jannik Sinner, una delle stelle emergenti del tennis mondiale. Ha saputo coniugare la passione per il suo sport con il desiderio di migliorarsi costantemente, sia come tennista che come uomo. E’ grazie a questa sua umiltà di mettersi costantemente a disposizione dell’allenamento e della fatica, che gli consente di rimanere focalizzato sul miglioramento costante, tanto da avergli permesso di emergere come uno dei giovani campioni più promettenti.
Come portare l’Umiltà nella tua vita quotidiana
La virtù dell’Umiltà, che accomuna molti campioni dello sport, può essere una grande fonte di ispirazione per tutti. È importante gioire e celebrare i propri traguardi, ma con la consapevolezza che a pochi (forse nessuno) piace sentirsi sbandierare arrogantemente le vittorie altrui, specie se chi ascolta non sta ottenendo gli stessi risultati. Essere umili non significa nascondere i propri meriti, né tanto meno non avere stima di sé.
L’umiltà quindi non riguarda solo lo sport o i grandi campioni, ma è una virtù che possiamo integrare nella nostra vita quotidiana. Riconoscere i nostri limiti e accettarli è il primo passo, lavorare e concentrarci ogni giorno per superarli ci aiuta a crescere e a raggiungere ciò che è realmente conta per noi.