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	<title>Formazione - Matteo Spazzoli Coach</title>
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	<description>Coach e Trainer</description>
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		<title>Preferisci un Sogno o un Obiettivo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Spazzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una canzone di un famosissimo cartone animato cantava “I sogni son desideri…”. E mai più d’ispirazione fu&#8217; il testo di una canzone, specialmente per un cartone animato iconico che ha segnato l’infanzia di generazioni e generazioni. Ma è proprio cosi? I sogni sono desideri? Oppure i desideri son destinati a rimanere sogni nel cassetto irrealizzabili? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="696" height="391" src="https://matteospazzoli.com/wp-content/uploads/2024/12/cliomakeup-bambini-in-aereo-2-e1579132143462.webp" alt="" class="wp-image-537" style="width:577px;height:auto"/></figure>



<p>Una canzone di un famosissimo cartone animato cantava “I sogni son desideri…”. E mai più d’ispirazione fu&#8217; il testo di una canzone, specialmente per un cartone animato iconico che ha segnato l’infanzia di generazioni e generazioni.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>Ma è proprio cosi? I sogni sono desideri? Oppure i desideri son destinati a rimanere sogni nel cassetto irrealizzabili?</em></h4>



<p>Ecco perché noi Coach amiamo tanto parlare di <em><strong>obiettivi</strong></em>. Perché se vogliamo realizzare i nostri sogni dobbiamo prima pianificarli. Un sogno rimane tale se non ha una connotazione pratica e se non viene in qualche modo messo nero su bianco.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un obiettivo per essere tale bisogna che risponda a determinati requisiti.</h4>



<p>Se per caso ti è capitato di fare il classico voto verso te stesso e non raggiungere ciò che ti eri prefissato, il motivo potrebbe essere nelle righe qui sotto.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pertanto l’obiettivo bisogna che abbia i seguenti capisaldi:</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>È specifico? E&#8217; importante che sia il più specifico e meno vago possibile.</li>



<li>È misurabile? Deve avere un metro di misurazione per monitorarne il percorso</li>



<li>È raggiungibile? E&#8217; troppo ambizioso o è facilmente raggiungibile?</li>



<li>È rilevante? Ossia, quanto è importante per te?</li>



<li>È definito su base temporale? Definisci un termine, una data entro la quale raggiungerlo.</li>



<li>È un risultato o un processo? Volere solo dimagrire (processo), è diverso da voler raggiungere un determinato peso (risultato).</li>
</ol>



<p>Definire nero su bianco è l’inizio, ma non da&#8217; la certezza di raggiungere ciò che più ardentemente desideriamo. Rispondere alle domande sopra è il punto di partenza per realizzare ciò che vogliamo, il&nbsp;<em>percorso</em> è&nbsp;l’ingrediente magico che ci porta nella direzione vincente. Ma lungo il percorso ci sono spesso delle <em><strong>insidie</strong></em>.</p>



<p>Se fosse semplice raggiungere un obiettivo su un foglio di carta, allora tutti raggiungeremmo i nostri desideri con molta facilità. Si, perché durante il percorso potrebbe capitare più volte di <em><strong>perdere la motivazione</strong></em>, ma <strong>capire <em>come riattivarla</em></strong> dal profondo potrebbe essere l&#8217;arma vincente. Se vuoi, ne parlo ho parlato in modo molto approfondito in questo <a href="https://matteospazzoli.com/2024/10/08/la-grande-debacle-della-motivazione/" title=""><span style="text-decoration: underline;"><em>articolo</em></span></a>.</p>



<p>Un altro aspetto da considerare è:&nbsp;<strong>come gestirai le tue emozioni durante il percorso?&nbsp;</strong>Capiteranno insidie, ci saranno momenti imprevisti che non avresti mai immaginato di dover affrontare. E ognuno di questi momenti potrebbe portarti al cosiddetto <em>dirottamento emotivo</em>, ossia il momento in cui potresti essere travolto da un fiume di emozioni disfunzionali.</p>



<p>Ecco che un semplice percorso verso un tuo sogno, potrà assumere una forma ben più magica e ricca. Perché il percorso che sceglierai ti metterà alla prova, testerà la tua vera voglia di raggiungere ciò che vuoi e ti forzerà a creare quelle abilità che ti mancano. </p>



<p>Ma ciò che di più importante e magnifico potrai raggiungere, sarà <strong><em>la persona che diventerai! </em></strong>Ecco perché <em>è importante porsi obiettivi sfidanti,</em> perché alla fine del processo non conquisterai solo ciò che ti eri promesso, ma quello che guadagnerai di più sarà la dimostrazione verso te stesso che sai di potercela fare nonostante le tutte difficoltà.</p>



<p></p>



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		<title>La Formula per creare il Flow</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Spazzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 09:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di immergerti talmente tanto in un’attività da avere la percezione che scompaia il tempo? L’esempio perfetto di&#160;stato di flow&#160;lo possiamo trovare in una delle fenomenali prestazioni di Ayrton Senna. Al termine del giro di qualificazione al gran premio di Montecarlo nel 1988 in cui fece la pole position, disse testuali parole: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="661" src="https://matteospazzoli.com/wp-content/uploads/2024/11/gettyimages-670887651-65eeb40f8b9fa-1024x661.jpg" alt="" class="wp-image-525"/></figure>



<p>Ti è mai capitato di immergerti talmente tanto in un’attività da avere la percezione che scompaia il tempo?</p>



<p>L’esempio perfetto di&nbsp;<em>stato di flow</em>&nbsp;lo possiamo trovare in una delle fenomenali prestazioni di Ayrton Senna. Al termine del giro di qualificazione al gran premio di Montecarlo nel 1988 in cui fece la pole position, disse testuali parole: <em>“Ero già in pole … e andavo, andavo, andavo sempre più forte…<strong>&nbsp;improvvisamente mi sono reso conto che non stavo più guidando la macchina coscientemente. </strong>La stavo guidando attraverso una specie di istinto, solo che ero in una dimensione differente.<strong> Era come se fossi ben oltre la mia capacità razionale”</strong></em></p>



<p>Lo psicologo di origini ungheresi <em>Mihaly Csikszentmihalyi</em> è stato il primo a condurre ricerche specifiche, creando poi la&nbsp;<strong><em>formula del flow</em></strong>. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Le sue ricerche hanno dimostrato che questo totale coinvolgimento avviene quando si realizzano le seguenti condizioni:</h4>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><em>Obiettivi chiari</em>: definire obiettivi specifici e raggiungibili</li>



<li><em>Bilanciamento&nbsp;tra sfida e capacità</em>: l&#8217;attività non è né troppo facile né troppo difficile, deve essere gestibile.</li>



<li><em>Concentrazione totale</em>: concentrazione in un limitato campo di attenzione, la persona rimane nel qui e ora, non ci sono distrazioni.</li>



<li><em>Perdita dell&#8217;auto-consapevolezza:</em>&nbsp;il soggetto è talmente immerso da non preoccuparsi del suo ego.</li>



<li><em>Distorsione&nbsp;del senso del tempo</em>: si altera la percezione e non si rende conto del suo scorrere.</li>



<li><em>Senso di controllo:</em> la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dirigere il processo.</li>



<li><em>Piacere fine a sé stesso</em>: l&#8217;azione dà un piacere intrinseco.</li>



<li><em>L’azione appare totalmente naturale.</em>&nbsp;La concentrazione e l&#8217;impegno sono massimi, senza sforzo, in un flusso avvolgente.</li>
</ol>



<p>Numerosi studi hanno dimostrato che durante lo stato di flow c’è una disattivazione dell’area pre-frontale responsabile della pianificazione e dell’autocritica (in sostanza nostro critico interiore). Tutto ciò a favore di una maggiore attività da parte dell’area dopaminergica che contribuirebbe alla sensazione di felicità, euforia e appagamento durante l’esperienza. </p>



<p>Unito assieme al coinvolgimento dell’area limbica, che favorirebbe la generazione di queste sensazioni positive e la diminuzione dell’attività delle reti neuronali responsabili del pensiero del sé. Durante il flow tutto il sistema celebrale parrebbe lavorare all’unisono.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Per tanto per <em>creare lo stato di flow</em>, potremmo “semplificare” e riassumere in questi semplici passaggi:</h4>



<ol class="wp-block-list">
<li><em><strong>Definire</strong></em> specificatamente l’obiettivo&nbsp;</li>



<li>L’obiettivo deve essere <em><strong>raggiungibile</strong></em>, ma non <em>troppo facile né difficile</em></li>



<li>L’attività che si svolge deve essere <em><strong>gestibile&nbsp;e sotto controllo</strong></em></li>



<li>Devi possedere già le <em><strong>capacità</strong></em> per svolgere il compito.</li>
</ol>



<p>Per entrare nello stato di flow è importante sapere che se l’attività viene percepita come <em>noiosa</em>, allora sarà importante alzare l’asticella e reimpostare l’obiettivo. Anche se il senso di controllo dell’esperienza <em>non è bilanciato</em> con l&#8217;attività, allora sarà importante acquisire le capacità che mancano.</p>



<p>Lo stato di flow richiede una serie di ingredienti per poter essere sperimentato, tanto che una formula può apparire una semplificazione, ma è un ottimo punto di partenza. E come in tutte le cose per raggiungere risultati anche qui l’ingrediente principale è l’allenamento e la ripetizione costante.</p><p>The post <a href="https://matteospazzoli.com/2024/11/16/la-formula-per-creare-il-flow/">La Formula per creare il Flow</a> first appeared on <a href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com/2024/11/16/la-formula-per-creare-il-flow/">La Formula per creare il Flow</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p>
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