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	<title>Uncategorized - Matteo Spazzoli Coach</title>
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	<description>Coach e Trainer</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Dec 2024 15:39:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Preferisci un Sogno o un Obiettivo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Spazzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una canzone di un famosissimo cartone animato cantava “I sogni son desideri…”. E mai più d’ispirazione fu&#8217; il testo di una canzone, specialmente per un cartone animato iconico che ha segnato l’infanzia di generazioni e generazioni. Ma è proprio cosi? I sogni sono desideri? Oppure i desideri son destinati a rimanere sogni nel cassetto irrealizzabili? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="696" height="391" src="https://matteospazzoli.com/wp-content/uploads/2024/12/cliomakeup-bambini-in-aereo-2-e1579132143462.webp" alt="" class="wp-image-537" style="width:577px;height:auto"/></figure>



<p>Una canzone di un famosissimo cartone animato cantava “I sogni son desideri…”. E mai più d’ispirazione fu&#8217; il testo di una canzone, specialmente per un cartone animato iconico che ha segnato l’infanzia di generazioni e generazioni.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>Ma è proprio cosi? I sogni sono desideri? Oppure i desideri son destinati a rimanere sogni nel cassetto irrealizzabili?</em></h4>



<p>Ecco perché noi Coach amiamo tanto parlare di <em><strong>obiettivi</strong></em>. Perché se vogliamo realizzare i nostri sogni dobbiamo prima pianificarli. Un sogno rimane tale se non ha una connotazione pratica e se non viene in qualche modo messo nero su bianco.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un obiettivo per essere tale bisogna che risponda a determinati requisiti.</h4>



<p>Se per caso ti è capitato di fare il classico voto verso te stesso e non raggiungere ciò che ti eri prefissato, il motivo potrebbe essere nelle righe qui sotto.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pertanto l’obiettivo bisogna che abbia i seguenti capisaldi:</h3>



<ol class="wp-block-list">
<li>È specifico? E&#8217; importante che sia il più specifico e meno vago possibile.</li>



<li>È misurabile? Deve avere un metro di misurazione per monitorarne il percorso</li>



<li>È raggiungibile? E&#8217; troppo ambizioso o è facilmente raggiungibile?</li>



<li>È rilevante? Ossia, quanto è importante per te?</li>



<li>È definito su base temporale? Definisci un termine, una data entro la quale raggiungerlo.</li>



<li>È un risultato o un processo? Volere solo dimagrire (processo), è diverso da voler raggiungere un determinato peso (risultato).</li>
</ol>



<p>Definire nero su bianco è l’inizio, ma non da&#8217; la certezza di raggiungere ciò che più ardentemente desideriamo. Rispondere alle domande sopra è il punto di partenza per realizzare ciò che vogliamo, il&nbsp;<em>percorso</em> è&nbsp;l’ingrediente magico che ci porta nella direzione vincente. Ma lungo il percorso ci sono spesso delle <em><strong>insidie</strong></em>.</p>



<p>Se fosse semplice raggiungere un obiettivo su un foglio di carta, allora tutti raggiungeremmo i nostri desideri con molta facilità. Si, perché durante il percorso potrebbe capitare più volte di <em><strong>perdere la motivazione</strong></em>, ma <strong>capire <em>come riattivarla</em></strong> dal profondo potrebbe essere l&#8217;arma vincente. Se vuoi, ne parlo ho parlato in modo molto approfondito in questo <a href="https://matteospazzoli.com/2024/10/08/la-grande-debacle-della-motivazione/" title=""><span style="text-decoration: underline;"><em>articolo</em></span></a>.</p>



<p>Un altro aspetto da considerare è:&nbsp;<strong>come gestirai le tue emozioni durante il percorso?&nbsp;</strong>Capiteranno insidie, ci saranno momenti imprevisti che non avresti mai immaginato di dover affrontare. E ognuno di questi momenti potrebbe portarti al cosiddetto <em>dirottamento emotivo</em>, ossia il momento in cui potresti essere travolto da un fiume di emozioni disfunzionali.</p>



<p>Ecco che un semplice percorso verso un tuo sogno, potrà assumere una forma ben più magica e ricca. Perché il percorso che sceglierai ti metterà alla prova, testerà la tua vera voglia di raggiungere ciò che vuoi e ti forzerà a creare quelle abilità che ti mancano. </p>



<p>Ma ciò che di più importante e magnifico potrai raggiungere, sarà <strong><em>la persona che diventerai! </em></strong>Ecco perché <em>è importante porsi obiettivi sfidanti,</em> perché alla fine del processo non conquisterai solo ciò che ti eri promesso, ma quello che guadagnerai di più sarà la dimostrazione verso te stesso che sai di potercela fare nonostante le tutte difficoltà.</p>



<p></p>



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		<title>La Formula per creare il Flow</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Spazzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 09:03:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di immergerti talmente tanto in un’attività da avere la percezione che scompaia il tempo? L’esempio perfetto di&#160;stato di flow&#160;lo possiamo trovare in una delle fenomenali prestazioni di Ayrton Senna. Al termine del giro di qualificazione al gran premio di Montecarlo nel 1988 in cui fece la pole position, disse testuali parole: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="661" src="https://matteospazzoli.com/wp-content/uploads/2024/11/gettyimages-670887651-65eeb40f8b9fa-1024x661.jpg" alt="" class="wp-image-525"/></figure>



<p>Ti è mai capitato di immergerti talmente tanto in un’attività da avere la percezione che scompaia il tempo?</p>



<p>L’esempio perfetto di&nbsp;<em>stato di flow</em>&nbsp;lo possiamo trovare in una delle fenomenali prestazioni di Ayrton Senna. Al termine del giro di qualificazione al gran premio di Montecarlo nel 1988 in cui fece la pole position, disse testuali parole: <em>“Ero già in pole … e andavo, andavo, andavo sempre più forte…<strong>&nbsp;improvvisamente mi sono reso conto che non stavo più guidando la macchina coscientemente. </strong>La stavo guidando attraverso una specie di istinto, solo che ero in una dimensione differente.<strong> Era come se fossi ben oltre la mia capacità razionale”</strong></em></p>



<p>Lo psicologo di origini ungheresi <em>Mihaly Csikszentmihalyi</em> è stato il primo a condurre ricerche specifiche, creando poi la&nbsp;<strong><em>formula del flow</em></strong>. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Le sue ricerche hanno dimostrato che questo totale coinvolgimento avviene quando si realizzano le seguenti condizioni:</h4>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><em>Obiettivi chiari</em>: definire obiettivi specifici e raggiungibili</li>



<li><em>Bilanciamento&nbsp;tra sfida e capacità</em>: l&#8217;attività non è né troppo facile né troppo difficile, deve essere gestibile.</li>



<li><em>Concentrazione totale</em>: concentrazione in un limitato campo di attenzione, la persona rimane nel qui e ora, non ci sono distrazioni.</li>



<li><em>Perdita dell&#8217;auto-consapevolezza:</em>&nbsp;il soggetto è talmente immerso da non preoccuparsi del suo ego.</li>



<li><em>Distorsione&nbsp;del senso del tempo</em>: si altera la percezione e non si rende conto del suo scorrere.</li>



<li><em>Senso di controllo:</em> la percezione di avere tutto sotto controllo e di poter dirigere il processo.</li>



<li><em>Piacere fine a sé stesso</em>: l&#8217;azione dà un piacere intrinseco.</li>



<li><em>L’azione appare totalmente naturale.</em>&nbsp;La concentrazione e l&#8217;impegno sono massimi, senza sforzo, in un flusso avvolgente.</li>
</ol>



<p>Numerosi studi hanno dimostrato che durante lo stato di flow c’è una disattivazione dell’area pre-frontale responsabile della pianificazione e dell’autocritica (in sostanza nostro critico interiore). Tutto ciò a favore di una maggiore attività da parte dell’area dopaminergica che contribuirebbe alla sensazione di felicità, euforia e appagamento durante l’esperienza. </p>



<p>Unito assieme al coinvolgimento dell’area limbica, che favorirebbe la generazione di queste sensazioni positive e la diminuzione dell’attività delle reti neuronali responsabili del pensiero del sé. Durante il flow tutto il sistema celebrale parrebbe lavorare all’unisono.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Per tanto per <em>creare lo stato di flow</em>, potremmo “semplificare” e riassumere in questi semplici passaggi:</h4>



<ol class="wp-block-list">
<li><em><strong>Definire</strong></em> specificatamente l’obiettivo&nbsp;</li>



<li>L’obiettivo deve essere <em><strong>raggiungibile</strong></em>, ma non <em>troppo facile né difficile</em></li>



<li>L’attività che si svolge deve essere <em><strong>gestibile&nbsp;e sotto controllo</strong></em></li>



<li>Devi possedere già le <em><strong>capacità</strong></em> per svolgere il compito.</li>
</ol>



<p>Per entrare nello stato di flow è importante sapere che se l’attività viene percepita come <em>noiosa</em>, allora sarà importante alzare l’asticella e reimpostare l’obiettivo. Anche se il senso di controllo dell’esperienza <em>non è bilanciato</em> con l&#8217;attività, allora sarà importante acquisire le capacità che mancano.</p>



<p>Lo stato di flow richiede una serie di ingredienti per poter essere sperimentato, tanto che una formula può apparire una semplificazione, ma è un ottimo punto di partenza. E come in tutte le cose per raggiungere risultati anche qui l’ingrediente principale è l’allenamento e la ripetizione costante.</p><p>The post <a href="https://matteospazzoli.com/2024/11/16/la-formula-per-creare-il-flow/">La Formula per creare il Flow</a> first appeared on <a href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com/2024/11/16/la-formula-per-creare-il-flow/">La Formula per creare il Flow</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’Umiltà dei Campioni: Una Virtù Fondamentale per il Successo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Spazzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 13:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Umiltà è una qualità spesso celebrata, soprattutto nel mondo dello sport. Allenatori di alto livello parlano regolarmente ai propri atleti dell&#8217;importanza di rimanere umili anche di fronte ai più grandi successi. Atleti di fama mondiale sottolineano questa virtù nelle interviste e non è raro ascoltare storie di imprenditori di successo che raccontano con grande umiltà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="574" src="https://matteospazzoli.com/wp-content/uploads/2024/10/—Pngtree—man-on-the-top-of_3490348-3-1024x574.jpg" alt="" class="wp-image-444"/></figure>



<p><em>L&#8217;Umiltà</em> è una qualità spesso celebrata, soprattutto nel mondo dello sport. Allenatori di alto livello parlano regolarmente ai propri atleti <em>dell&#8217;importanza di rimanere umili</em> anche di fronte ai più grandi successi. Atleti di fama mondiale sottolineano questa virtù nelle interviste e non è raro ascoltare storie di imprenditori di successo che <em>raccontano con grande umiltà</em> il raggiungimento di traguardi impensabili.</p>



<p>Questa <em>virtù</em>, tuttavia, non appartiene solo ai personaggi famosi. Anche persone meno note, che vivono lontane dai riflettori e sconosciute alla folla, incarnano questa <em>virtù</em>, vista come la capacità di <em>“far accadere le cose”</em> di ottenere risultati concreti, quasi come una strategia di successo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>Partiamo dalla definizione di Umile.</em></strong></span></h3>



<p><strong><em>Umile</em></strong><em> (vocabolario Treccani) : &#8220;&#8230; 3. a. Che non si esalta del proprio valore e dei propri meriti, e si mostra invece sempre consapevole dei propri limiti&#8230;&#8221;</em></p>



<p>Nella lunga definizione del vocabolario, trovo di fondamentale importanza questa frase. In cui la persona umile è quella che nonostante i propri successi e propri meriti, rimane e si mostra sempre consapevole dei propri limiti. Qui si presenta un tema cruciale:&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><strong><em>i limiti</em></strong>.</span> </p>



<p>Come Coach, ammetto che la parola <em>limit</em>e non mi entusiasma, ma è importante comprenderne il significato e soprattutto l&#8217;impatto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E&#8217; possibile interpretare la definizione di Umile in&nbsp;<em>due</em> modi.</h3>



<p>In&nbsp;primis,&nbsp;pertanto possiamo dar maggior risalto all’accezione negativa nella definizione. Ossia lasciar intendere che i limiti vengano percepiti come barriere invalicabili, insuperabili, tanto da farci sentire appunto limitati. In questo scenario lasciamo il potere ai nostri blocchi, permettendogli di rimanere immutabili e impossibili da spostare un po’ più in là.</p>



<p>Oppure, in&nbsp;secondo&nbsp;caso, possiamo prendere esempio da ciò che ci mostrano i grandi campioni. Nonostante conoscano sé stessi e le loro capacità, non perdono tempo ad esaltare i loro meriti, o i risultati raggiunti, ma mettono l’attenzione su ciò che possono migliorare. Perché sanno che è grazie all’impegno e al duro lavoro di tutti i giorni in campo, in ufficio, o in famiglia, che raggiungono ciò che è per loro importante. E notate come non si parli di <em>limiti</em>, se non unicamente percepiti come semplice metro di misurazione nel percorso di raggiungimento dei loro obiettivi.</p>



<p></p>



<p>I grandi campioni, se ci fate caso, non sprecano tempo a auto-elogiarsi per quanto sono bravi.<em> Stanno costantemente concentrati sul processo e sul risultato</em>. Sono spesso assetati di sapere, di curiosità e non perdono occasione per potenziarsi e crescere, perché sanno che se vogliono continuare a ottenere risultati, la via non è quella dell’auto celebrazione. <em>Sono consapevoli delle loro capacità,</em> ma <span style="text-decoration: underline;">non mettono i limiti al primo posto</span>. Al contrario, sono consapevoli di averne, ma è proprio grazie a questa consapevolezza che si danno da fare, perché solo grazie all’impegno costante che quei <em>limiti</em> si possono superare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Abbiamo tanti esempi di Campioni eccelsi che incarnano l&#8217;Umiltà.</em></h3>



<p>Uno di questi è rappresentato da&nbsp;<em><strong>Paolo Maldini</strong>,</em> leggenda del calcio italiano. Nonostante una carriera sportiva straordinaria e tantissimi trofei conquistati, si è spesso auto definito <em>“il capitano più perdente della storia” </em>per via delle finali perse. E questo suo approccio verso ciò che non ha vinto, verso ciò che manca, mette in luce questa sua <strong><em>umiltà</em></strong>. È appunto questa sua virtù ad avergli permesso di trasformare i <em>limiti in possibilità</em>, capendo che i <em>limiti</em> che aveva, erano semplicemente degli <em>ostacoli mascherati da opportunità di crescita</em>, come atleta e soprattutto come persona.</p>



<p>Un altro esempio è&nbsp;<strong><em>Jannik Sinner</em></strong>, una delle stelle emergenti del tennis mondiale. Ha saputo coniugare la passione per il suo sport con il desiderio di migliorarsi costantemente, <em>sia come tennista che come uomo</em>. E’ grazie a questa sua <em><strong>umiltà</strong></em> di mettersi costantemente a disposizione dell’allenamento e della fatica, che gli consente di rimanere focalizzato sul miglioramento costante, tanto da avergli permesso di emergere come uno dei giovani campioni più promettenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><em>Come portare l&#8217;Umiltà nella tua vita quotidiana</em></h3>



<p><em>La virtù dell&#8217;Umiltà</em>, che accomuna molti campioni dello sport, può essere una grande fonte di ispirazione per tutti. È importante gioire e celebrare i propri traguardi, ma con la consapevolezza che a pochi (forse nessuno) piace sentirsi sbandierare arrogantemente le vittorie altrui, specie se chi ascolta non sta ottenendo gli stessi risultati. <em>Essere umili </em>non significa nascondere i propri meriti, né tanto meno non avere stima di sé.</p>



<p><strong><em>L&#8217;umiltà</em></strong> quindi non riguarda solo lo sport o i grandi campioni, ma è una virtù che possiamo integrare nella nostra vita quotidiana. Riconoscere i nostri limiti e accettarli è il primo passo, lavorare e concentrarci ogni giorno per superarli ci aiuta a crescere e a raggiungere ciò che è realmente conta per noi.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p></p></blockquote></figure><p>The post <a href="https://matteospazzoli.com/2024/10/15/lumilta-dei-campioni-una-virtu-fondamentale-per-il-successo/">L’Umiltà dei Campioni: Una Virtù Fondamentale per il Successo.</a> first appeared on <a href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com/2024/10/15/lumilta-dei-campioni-una-virtu-fondamentale-per-il-successo/">L’Umiltà dei Campioni: Una Virtù Fondamentale per il Successo.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p>
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		<title>La grande Debacle della Motivazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Spazzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 14:21:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come sappiamo da tempo la motivazione è la protagonista delle nostre vite. L’abbiamo venerata, l’abbiamo criticata e l’abbiamo persino cercata disperatamente quando se ne andava senza motivo. Pare che per fare ogni cosa serva la motivazione, e sia diventata una dote dalla quale non possiamo prescindere.&#160; Ma è proprio così? Cos’è in realtà la motivazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-style-default wp-duotone-unset-1"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://matteospazzoli.com/wp-content/uploads/2024/10/full-shot-tired-woman-sitting-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-415"/></figure>



<p>Come sappiamo da tempo la <em>motivazione</em> è la protagonista delle nostre vite. L’abbiamo venerata, l’abbiamo criticata e l’abbiamo persino cercata disperatamente quando se ne andava senza motivo. Pare che per fare ogni cosa serva la <em>motivazione</em>, e sia diventata una dote dalla quale non possiamo prescindere.&nbsp;</p>



<p><strong>Ma è proprio così? Cos’è in realtà la <em>motivazione</em> e come agisce? Partiamo dalla definizione.</strong></p>



<p>La motivazione, o anche <strong>Motiv-Azione</strong> è il <em>motivo che ci spinge all’azione</em>, ossia la ragione che ci spinge nelle nostre azioni per raggiungere un determinato obiettivo o traguardo. E fin qui tutto bene, fino a quando siamo colmi di questa energia andiamo a gonfie vele. Procediamo come un centometrista con lo sguardo determinato di fronte ad ogni ostacolo durante la costruzione del nostro progetto, trasudiamo entusiasmo e sorrisi durante le nostre attività lavorative, o ancora prima di andare in palestra ci sentiamo positivi e assaporiamo già le endorfine del post-allenamento.&nbsp;</p>



<p>Insomma, ci sentiamo carichi, energici e soprattutto ispirati. Con questa ispirazione sentiamo che possiamo andare ovunque, siamo convinti che nulla ci possa fermare, perché le nostre sensazioni sono quelle che cercavamo e il nostro dialogo interiore è finalmente positivo.</p>



<p>Purtroppo, questo vento che spinge in poppa non è eterno e come in tutti i viaggi le provviste sono da razionare. Il vento prima o poi cambia direzione e potrebbe anche iniziare a calare fino addirittura a svanire. E quando il vento non c&#8217;è più, la barca non può fare altro che andare in balia della marea.</p>



<p>L’energia dentro di noi varia e oscilla con il passare dei giorni e proprio come il vento non è eterno e non spira sempre alla stessa intensità. E perché accade tutto ciò? Dove se ne è andata quella spinta interiore cosi forte e chiara che sentivamo fosse infinita? Com’è possibile che sia calata così tanto da farci sentire scarichi, con poca ispirazione, e magari distratti nelle nostre attività?</p>



<p><strong>Ed ecco che qui si sgretola il mito della motivazione.&nbsp;</strong></p>



<p><em>La motivazione è un’emozione di attivazione molto utile e potente</em>, ma se non la interpretiamo bene diventa come il vento, prima o poi svanisce! E così può trasformarsi in una grande bufala, perché è erroneamente considerata l’ingrediente magico per tutti i risultati e quando sentiamo che ci manca allora scompaiono immediatamente tutte le energie fino a desistere da ciò che vogliamo completamente.&nbsp;</p>



<p>La motivazione fine a sé stessa è come un motore con benzina, ma senza aria. E al motore a scoppio per funzionare serve aria oltre alla benzina.</p>



<p>Alla <strong>Motivazione</strong> dobbiamo abbinare il <strong>PERCHE</strong>’ vogliamo ciò per cui ci impegniamo, perché senza un motivo <strong>VERO</strong> la motivazione ha una durata limitata, può essere forte e intensa, ma prima o poi finisce.&nbsp;</p>



<p>Ad esempio se decidi di iniziare ad andare in palestra, perché ci vanno anche gli amici, prima o poi smetterai (uno dei maggiori guadagni delle palestre è dato da chi fa l’abbonamento senza poi utilizzarlo!!). Oppure se decidi di iniziare perché vuoi metterti in forma ecco che allora hai già fatto un primo passo. E se volessimo iniziare a scavare un po&#8217; più a fondo, chiediti: “perché voglio mettermi in forma?”. E così via…</p>



<p><em>Ecco che così inizierai a cercare il vero motivo che va oltre al metterti in forma. Non immagini cosa di bello potrai scoprire.</em>..</p>



<p>Capendo quindi il <em>vero motivo</em> per il quale ti dedichi a una determinata attività, capendo il <em>motivo</em> per il quale vuoi qualcosa, il <em>vero motivo</em> per il quale vuoi realizzare un tuo progetto, allora noterai che la <strong>motivazione</strong> diventerà parte di te, diventerà una spinta perpetua che ti accompagnerà in tutte le tue giornate. Perché ogni sfida che si presenta davanti è un ostacolo da affrontare, e solo con un <strong>PERCHE</strong>’ ben definito, saprai navigare anche i mari più burrascosi.</p>



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		<title>Sei convinto delle tue Convinzioni?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Spazzoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 21:23:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quante volte hai sentito qualcuno dire “io sono un ottimo atleta e posso superare ogni difficoltà”, oppure qualcun altro invece “non credo che ci riuscirò”. Magari ascoltando il primo ti sarai detto, “ecco che arriva lo sbruffone di turno”. Invece con il secondo avrai pensato: “non sembra tanto credere in sé stesso”. Nel primo caso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte hai sentito qualcuno dire “io sono un ottimo atleta e posso superare ogni difficoltà”, oppure qualcun altro invece “non credo che ci riuscirò”. Magari ascoltando il primo ti sarai detto, “ecco che arriva lo sbruffone di turno”. Invece con il secondo avrai pensato: “non sembra tanto credere in sé stesso”.</p>



<p>Nel primo caso potresti pensare che possa essere una grossa messa in mostra di ego, oppure, che tale affermazione sia detta sulla base di risultati ottenuti, il che ha creato una solida sicurezza. Nel secondo caso invece, potresti pensare che la persona stia cercando di apparire umile oppure stia mostrando realmente una scarsa fiducia in sé stessa.</p>



<p>Indipendentemente dal significato che possiamo dare ad entrambe, siamo di fronte a due tipi di convinzioni, la prima di sicuro&nbsp;<em>potenziante</em>, l’altra invece&nbsp;<em>limitante</em>. Queste non è detto che riflettano risultati veri e propri, ma di sicuro riflettono quello che la persona pensa di sé stessa.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>Ma cos’è una&nbsp;convinzione&nbsp;o detta anche&nbsp;credenza?&nbsp;</em></h4>



<p>E’ qualcosa a cui crediamo,&nbsp;<em>un pensiero che diamo per vero</em>, per inscalfibile. E questa credenza che diamo per vera è associata a un’emozione specifica, ecco perché le convinzioni non sono solo pensieri, ma sono&nbsp;<em>emozioni associate a pensieri specifici.&nbsp;</em>Pertanto, le&nbsp;<em>convinzioni</em>&nbsp;influenzano il nostro modo di agire.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><em>Vediamo più nello specifico come la agiscono le convinzioni dentro di noi</em>&#8230;</h4>



<p>Da poco ho partecipato e concluso l’UTMB, una prestigiosa ultramaratona di 176 km con 10.000 metri di dislivello attorno al Monte Bianco, attraversando Francia, Italia e Svizzera. E’ stato il coronamento di un sogno e di un percorso durato anni di allenamenti e fatiche. Ma anche un bellissimo viaggio con tante soddisfazioni e miglioramenti raggiunti assieme a tantissime emozioni.<br>È stata una gara estremamente faticosa, un terzo dei partecipanti ritirati, conclusa in quarantaquattro ore e cinque minuti di corsa. Durante tutte le 44 ore ho dovuto affrontare molti problemi, dal caldo estremo al vento forte e freddo durante la notte, fino alla gestione del sonno, ad attacchi di nausea e stomaco che mi sono costati uno stop a metà gara.&nbsp; </p>



<p></p>



<p>Nonostante i problemi, grazie ai mesi e mesi di allenamenti estenuanti, avevo dentro di me la <em>convinzione</em> <em>che avrei finito tutti i 176 km</em>.&nbsp;Diversamente se io fossi partito con la convinzione&nbsp;<em>“non so se ce la farò”,</em>&nbsp;mi si sarebbe installato il dubbio di non potercela fare e questa convinzione&nbsp;<em>depotenziante</em>&nbsp;(o&nbsp;<em>limitante</em>) avrebbe lavorato di nascosto dal profondo, limitandomi contro di me, contro il risultato che desideravo ottenere.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ecco, ad esempio, questo è un modo molto semplice in cui lavorano le convinzioni, sia quelle potenzianti che quelle depotenzianti.&nbsp;</h4>



<p>Avere forti convinzioni <em>non è assenza di problemi</em>, ma garantisce una predisposizione che permette di <em>affrontare i problemi con forza e decisione</em>. Ti permettono di entrare nello stato d’animo adeguato e proattivo verso il raggiungimento del proprio obiettivo.&nbsp;</p>



<p>Avere&nbsp;<em>consapevolezza</em>&nbsp;delle proprie convinzioni è fondamentale, perché come detto possono lavorare in maniera nascosta, sia in modo funzionale che contro di te.</p>



<p>E’ appunto per questo che è importante riconoscerle per sapere quali sono e quali ci portiamo dietro. Potrebbero non essere nostre, potrebbero essere ereditate dalla nostra educazione, dalla nostra famiglia di origine o dalla nostra cultura di provenienza. Oppure potremmo averne costruito delle utili e funzionali grazie alle nostre esperienze di vita e il nostro modo di pensare.</p>



<p>Ecco pertanto che un lavoro approfondito sulle&nbsp;<em>credenze</em>&nbsp;è di fondamentale importanza per evitare che lavorino di nascosto contro di noi e si trasformino in tremende profezie autoavveranti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">E’ importante sapere che le&nbsp;<em>convinzioni</em>&nbsp;sono divise di due macrocategorie:&nbsp;<em>limitanti e potenzianti.</em></h4>



<p>Se andiamo poi ad approfondire ce ne possono essere di diversi tipi, di possibilità, di autoefficacia, e di meritevolezza, di identità ecc..</p>



<p>Le convinzioni hanno il magico potere di creare la nostra vita e il nostro futuro, perché come detto sono pensieri associati ad emozioni e noi prendiamo decisioni sulla base alle nostre emozioni.</p>



<p>Certo è importante notare che non è sufficiente iniziare a pensare “sono forte in questo e posso superare ogni difficoltà”, se poi non è seguito dal sacro fare.&nbsp;</p>



<p>Analizzare le proprie convinzioni in maniera dettagliata per averne la consapevolezza, è l’inizio della costruzione di un futuro luminoso. <em>Ristrutturare</em> le convinzioni limitanti in potenzianti, è il mezzo per superare eccellentemente i problemi e creare un evoluzione radiosa.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p></p><p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Come diceva Mahatma Gandhi:</strong></em></span></p><p><em>“Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri,&nbsp;</em></p><p><em>I tuoi pensieri diventano le tue parole,&nbsp;</em></p><p><em>Le tue parole diventano le tue azioni,&nbsp;</em></p><p><em>Le tue azioni diventano le tue abitudini,&nbsp;</em></p><p><em>Le tue abitudini diventano i tuoi valori,&nbsp;</em></p><p><em>I tuoi valori diventano il tuo destino.”</em></p></blockquote><p>The post <a href="https://matteospazzoli.com/2024/09/12/sei-convinto-delle-tue-convinzioni/">Sei convinto delle tue Convinzioni?</a> first appeared on <a href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com/2024/09/12/sei-convinto-delle-tue-convinzioni/">Sei convinto delle tue Convinzioni?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://matteospazzoli.com">Matteo Spazzoli Coach</a>.</p>
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